giovedì 2 aprile 2020

Manolis Glezos

30/3/2020
Oggi è morto Manolis Glezos (https://it.wikipedia.org/wiki/Manolis_Glezos), nato in un piccolo villaggio dell'isola di Naxos, Apiranthos, in Grecia, nel 1922.

Il 30 maggio 1941, a 19 anni, Manolis Glezos si arrampicò sull’Acropoli di Atene, tolse la bandiera nazista e la sostituì con quella greca.
Fu il primo clamoroso atto della resistenza in Grecia, uno dei primi in Europa. Ispirò molti, e non solo greci, a resistere all'occupazione tedesca e italiana



Nel 1939, quand'era ancora studente delle superiori, Glezos partecipò alla creazione di un gruppo giovanile antifascista, contro l'occupazione italiana del Dodecaneso e la dittatura di Ioannis Metaxas.
Al momento in cui l'Italia invase la Grecia (28 ottobre 1940), Glezos chiese di andare al fronte in Albania contro l'invasore, ma la domanda fu respinta perché troppo giovane. 

Dopo la vicenda sull'Acropoli, fu condannato a morte in contumacia. Glezos fu poi catturato dalle forze di occupazione tedesche il 24 marzo 1942 e venne pesantemente torturato. In seguito a questo trattamento, si ammalò gravemente di tubercolosi. Rilasciato per le sue condizioni di salute, fu nuovamente arrestato il 21 aprile 1943, stavolta dalle forze di occupazione italiane, e tenuto tre mesi in prigione, fino a che fu liberato in conseguenza della caduta del fascismo nel luglio del 1943.

Da allora Manolis Glezos è stato il partigiano più famoso di Grecia, è colui che ha dato il via alla Resistenza ellenica, terminata con la seconda occupazione britannica. Ha vissuto: l’occupazione nazista, la guerra civile, la dittatura militare e il crollo del sistema finanziario.




Nel corso della guerra civile greca, fu processato per le sue convinzioni politiche e condannato a morte dal governo di destra. La pena nel 1950 fu ridotta all'ergastolo.

Mentre era ancora detenuto, Glezos fu eletto al Parlamento nazionale nella lista della Sinistra Democratica Unita  (EDA). Durante la campagna elettorale, intraprese un duro sciopero della fame per ottenere il rilascio dei suoi compagni parlamentari dell'EDA che erano in prigione o al confino politico nelle isole. Terminò lo sciopero della fame quando 7 parlamentari dell'EDA furono rilasciati. Anch'egli fu poi rilasciato, il 16 luglio del 1954.

Il 5 dicembre del 1958 fu di nuovo arrestato sotto l'accusa di spionaggio, che era il pretesto per perseguitare gli esponenti della sinistra durante la Guerra fredda.

Il suo nuovo rilascio, il 15 dicembre 1962, fu il risultato di una vasta campagna, in Grecia e all'estero. Durante questa nuova detenzione, fu di nuovo eletto parlamentare dell'EDA nel 1961.

Al momento del Colpo di Stato del 21 aprile 1967, Glezos fu arrestato insieme al resto dei leader politici. Durante il Regime dei colonnelli, la dittatura militare guidata da Geōrgios Papadopoulos, subì ancora quattro anni di prigione e "confino", fino al 1971.


È sopravvissuto a un ergastolo, a tre condanne a morte e a un’infinità di torture.
Ha passato dodici anni in carcere e quattro in esilio. Ha subito ventotto condanne politiche.

L’ultima volta in cui l’hanno arrestato era il 2012, quando scese in piazza ad Atene per protestare contro l’austerity.




È stato eletto parlamentare europeo nel 2014
Per circa 80 anni, Glezos è stato il punto di riferimento per la sinistra greca.



Il quartiere anarchico di Exarchia ad Atene saluta Manolis Glezos:

martedì 24 marzo 2020

Richard Mosse _ Incoming


"At a moment when the world is facing the world’s largest refugee and migration crisis since the Second World War, Incoming by Irish artist and Deutsche Börse Photography Prize winner Richard Mosse deals with the major humanitarian and political plight of our time, the displacement of millions due to war, persecution and climate change. With illuminating texts by Mosse and the philosopher Giorgio Agamben, the 576-page book combines film stills from the artist’s latest video work made in collaboration with electronic composer Ben Frost and cinematographer Trevor Tweeten – a haunting and searing multi-channel film installation, accompanied by a visceral soundtrack. Journeys made by refugees and migrants across the Middle East, North Africa, and Europe are captured with a new weapons-grade surveillance technology that can detect the human body from 30.3km. Blind to skin colour, this camera technology registers only the contours of relative heat difference within a given scene, foregrounding the fragile human body’s struggle for survival in hostile environments."

_da Incoming - Richard Mosse
Barbican Center, London 2017






https://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2017/04/mostra-richard-mosse-barbican-centre-londra/

giovedì 19 marzo 2020

Mediterraneo

Dedicato a tutti quelli che stanno scappando
_ da "Mediterraneo" di Gabriele Salvatores

San Vito - © Fabio Barilari

Mikri Vigla - © Fabio Barilari

San Vito - © Fabio Barilari

"Sharing Silence" - © Fabio Barilari

Naxos - © Fabio Barilari

Halki - © Fabio Barilari

Plaka - © Fabio Barilari

Naxos - © Fabio Barilari