giovedì 28 agosto 2014

Lire Lyon: Shots from the exhibition

Qualche immagine dall'inaugurazione della mostra al Goethe-Institut in Lyon e dalla città. 
Organizzazione ottima della serata e della mostra a cura di Christina Hasenau e di tutto il team Goethe a Lyon. Grazie mille!




 










 







martedì 26 agosto 2014

I Wish I Knew How It Would Feel To Be Free


Nina Simone  (born Eunice Kathleen Waymon; February 21, 1933 – April 21, 2003) was an American singer, songwriter, pianist, arranger, and civil rights activist. She worked in a broad range of styles including classical, jazz, blues, folk, R&B, gospel and pop.
Her musical style arose from a fusion of gospel and pop songs with classical music, in particular with influences from her first inspiration, Johann Sebastian Bach and accompanied with her expressive jazz-like singing in her characteristic contralto.
from "Wikipedia

"Of all the major singers of the late 20th century, Nina Simone was one of the hardest to classify. She recorded extensively in the soul, jazz, and pop idioms, often over the course of the same album; she was also comfortable with blues, gospel, and Broadway. It's perhaps most accurate to label her as a "soul" singer in terms of emotion, rather than form. Like, say, Aretha Franklin, or Dusty Springfield, Simone was an eclectic who brought soulful qualities to whatever material she interpreted. These qualities were among her strongest virtues; paradoxically, they also may have kept her from attaining a truly mass audience. The same could be said of her stage persona; admired for her forthright honesty and individualism, she was also known for feisty feuding with audiences and promoters alike. 

If Simone had a chip on her shoulder, it probably arose from the formidable obstacles she had to overcome to establish herself as a popular singer. Raised in a family of eight children, she originally harbored hopes of becoming a classical pianist, studying at New York's prestigious Juilliard School of Music -- a rare position for an African-American woman in the 1950s. Needing to support herself while she studied, she generated income by working as an accompanist and giving piano lessons. Auditioning for a job as a pianist in an Atlantic City nightclub, she was told she had the spot if she would sing as well as play. Almost by accident, she began to carve a reputation as a singer of secular material, though her skills at the piano would serve her well throughout her career. 

Simone's best recorded work was issued on Philips during the mid-'60s. (...) These records can be breathtakingly erratic, moving from warm ballad interpretations of Jacques Brel and Billie Holiday and instrumental piano workouts to brassy pop and angry political statements in a heartbeat. There's a great deal of fine music to be found on these, however. Simone's moody-yet-elegant vocals were like no one else's, presenting a fiercely independent soul who harbored enormous (if somewhat hard-bitten) tenderness." from Richie Unterberger, All Music Guide

martedì 19 agosto 2014

Lire la Ville / Die Stadt Lessen / Reading the City

Domani alle 19.30 inauguro la mostra di illustrazioni a Lione in Francia. 
Chi si trovasse da quelle parti, è il benvenuto! Rimarrà aperta fino al 5 Settembre.
Sul sito del Goethe-Institut, che finanzia il progetto ed ha organizzato la mostra, c'è una breve intervista di presentazione del progetto in corso.

Tomorrow at 19:30 I will inaugurate this exhibition of illustrations in Lyon, France.
If you will be in Lyon in the next days, you are welcome! It will stay open until Sept  5.
On the website of the Goethe-Institut, which funds the project and organized the exhibition, there is an interview to present the on going project.
Goethe-Institut Lyon


Athens

Alcune immagini che ho scattato ad Atene pochi giorni fa. 
Mi riprometto sempre di stare più a lungo in quella città. Non so neppure perchè, ma esercita un fascino su di me, dalla prima volta che la visitai: magari è solo perchè rappresenta la porta per le vacanze. 
O forse perchè è una città sconfitta: lo era già molto prima dell'inizio della crisi.

Il Rebetiko, la musica del Pireo, è nato qui:
"Il Rebetiko (Ρεμπέτικο) (...) è considerato dai Greci come il tango per gli argentini, il blues per gli americani e il fado per i portoghesi. È nato a cavallo tra XIX e XX secolo, nei bassifondi della società greca, da persone emarginate che volevano raccontare i loro disagi o le loro peripezie tramite la musica. La tematica delle canzoni riguardava storie di povertà, prigione, droghe, storie d'amore, problemi sociali, prostituzione, messe in musica in modo passionale, a volte triste, a volte ironico o scherzoso" - (da Wikipedia)

da "Rebetiko - La Mala Erba" di David Prudhomme
In queste immagini scattate velocemente, quasi in corsa, alterate nei colori e nelle atmosfere, ho l'impressione di aver trovato una chiave di lettura per provare a descrivere e raccontare Atene attraverso i disegni. 
Poi spero che presto arriverà il momento di disegnarla bene, con calma, in modo da cercare di trasmettere quel sentimento tormentato che ha per me, ogni volta che la rincontro. 
Perchè la attraverso da 10 anni, e ci sono affezionato.
  








Questo video invece, è di Ifigenia Liangi, un architetto che insegna alla Bartlett School of Architecture a Londra e viene da Atene. E' la rappresentazione di un progetto architettonico, radicale nella sua sperimentazione, poetico, calato nel contesto.
La ricerca di un linguaggio personale, che racconti Atene oggi, attraverso l'architettura.
Nel suo sito si trovano immagini e disegni che mostrano il "making of" del video, fortemente ispirati alle atmosfere che si respirano in quella città, in questi anni. 




giovedì 24 luglio 2014

Lire la Ville / Die Stadt Lessen / Reading the City

Dal 20 Agosto al 5 Settembre, avrò in mostra a Lione 60 nuovi disegni ed acquerelli che raccontano molte città della Germania.
Questa mostra rientra nel progetto che sto sviluppando dallo scorso anno, in collaborazione con il Goethe-Institut 
Se  passate da quelle parti in quel periodo, siete i benvenuti!


Laura Scarpa, che ringrazio molto, ha scritto il testo di presentazione ed è particolarmente bello. 
Questo è un'estratto:

"Ci sono due modi per disegnare i luoghi, ritrarre quelli che esistono e progettare quello che ancora non c'è.
Il secondo modo di disegnare è prerogativa soprattutto degli architetti e degli utopisti. Ma anche loro, per sognare e immaginare architetture e spazi, devono prima guardare quello che c'è, e disegnarlo.
Fabio Barilari è architetto e immagina e progetta elementi dell'architettura per la vita. Lo fa nel mondo e del mondo ha anche colto l'esistente. È un disegnatore per suo piacere e quando non progetta, ma viaggia, si ferma, guarda e disegna gli spazi in cui si muove e le architetture cresciute spontanee da progetti altrui o per manualità artigianale e caso."

Nei prossimi giorni pubblicherò alcuni dei lavori in mostra. Intanto, buone vacanze!