martedì 15 ottobre 2019

venerdì 27 settembre 2019

Roma Sognata

Da / from AR-Magazine #121 
Fabio Barilari Architetti - Viale della XVII Olimpiade al Villaggio Olimpico a Roma
ROMA E LE NUOVE TENDENZE, DA SUPERSTUDIO A NEST VANDENKEN
Approccio visionario, dinamica artistica, immaginazione progettuale
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ROME AND NEW TRENDS, FROM SUPERSTUDIO TO NEST VANDENKEN
Visionary approach, artistic dynamics, design imagination
"C’è una linea immaginaria che in Italia unisce la fine degli anni ’60 al contemporaneo. (...) Non Milano, non Venezia, non Firenze, ma Roma con il suo carico di storia e contraddizioni, con la sua complessa stratificazione urbana, con le sue rovine, con le sue luci e le sue ombre che diventano l’essenza di una rinascita immaginata.
Le dimensioni percettive sono varie: l’astrazione, la surrealtà o la perdita di senso per recuperare nuovi significati, l’indagine interiore o il fare critico dell’approccio ludico, oppure la sperimentazione radicale In sostanza stiamo parlando di attitudini progettuali che costruiscono diversi modi di affrontare l’architettura, spingendo la ricerca oltre i confini del reale e del possibile, per trovare nuovi ipotetici scenari teorici di riferimento.
Da un lato c’è chi ricorre al collage per creare nuove formule-significanti; dall’altro c’è chi predilige il disegno, utilizzato in chiave storica e con gli occhi che guardano al passato; infine c’è chi elabora una dinamica progettuale radicalmente aperta al futuro. 
(...) Le nuove tendenze italiane del contemporaneo vedono però anche altri modus operandi vicini alla progettazione operativa del presente, proiettati non più verso un immaginifico passato ideale ma verso un futuro critico, con originali modalità ancorate saldamente allo studio sulla dinamica della forma, legate indissolubilmente ad altri filoni teorici radicali, internazionali, con matrici di riferimento sostanzialmente zeviane: Fabio Barilari raccoglie l’eredità operativa prefigurata da Zevi che fonda le sue origini sullo spazio e sulla dinamica quali elementi in grado di modificare l’esistente. In Barilari l’opera d’arte, con tutta la sua espressione linguistica, torna ad essere progettuale: l’indagine che porta avanti con il suo lavoro disegna non più una super-astrazione-pop, come avveniva in Superstudio, o una poetica artistica autografa che guarda all’indietro, ma ricomincia a ragionare proprio sullo spazio e sul progetto d’architettura, analizzando le dinamiche che scaturiscono dalla comprensione delle leggi naturali che governano il mondo. Fabio Barilari imposta una meccanica teorica proiettata verso il domani, approfondendo la capacità che ha il disegno – e che hanno tutte le tecniche di rappresentazione a disposizione – di prefigurare nuovi scenari operativi. Per questo i suoi lavori per la XVII Olimpiade di Roma evidenziano la capacità stessa che ha la forma di liberarsi dalle gabbie del passato, tracciando nuove traiettorie nello spazio.
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There is an imaginary line in Italy that joins the late ’60s to the contemporary time. (...) Not Milan, not Venice, not Florence, but Rome with its burden of history and contradictions, with its complex urban stratification, with its ruins, with its lights and shadows that become the essence of an imagined rebirth. 
The perceptive dimensions are manifold: abstraction, surreality or the loss of meaning to recover new meanings, inner analysis or the criticism of the play ful approach, or radical experimentation. In essence, we are talking about design attitudes that embody different ways of approaching architecture, pushing research beyond the boundaries of reality and of what is possible, to find new hypothetical theoretical scenarios of reference.
There are many ways: on the one hand, some people use collage to create new meaningful formulas; on the other hand, there are those who prefer drawing, used in a historical perspective, looking at the past; finally, there are those who develop a design dynamic that is radically open-minded towards the future.
(...) The new contemporary Italian trends, however, show other modus operandi close to the operational design of the present, no longer projected towards an imaginary ideal past but towards a critical future, with original methods firmly anchored to the study of the dynamics of the shape, indissolubly linked to other radical, international theoretical strands, largely based on Zevi’s references: Fabio Barilari takes up the operational legacy prefigured by Zevi, based on space and dynamics as elements capable of modifying the existing. In Barilari, the work of art, with all its linguistic expression, is once again a project: his study longer draws a super-abstration-pop, as happened in Superstudio, or an autograph artistic poetics that looks backwards, but begins to think about space and architectural design, analyzing the dynamics that arise from understanding the natural laws that rule the world. Fabio Barilari sets up a theoretical mechanics projected towards the future, deepening the ability of drawing ‒ and of all representation techniques available ‒ to predict new operational scenarios. For this reason, his works for the 17th Olympics in Rome highlight the very ability of shape to free itself from the cages of the past, plotting new trajectories in space.
Architetto, Direttore editoriale AR MAGAZINE, 
Direttore editoriale Architetti Roma edizioni, Consigliere Ordine degli Architetti di Roma e Provincia

Architect, Editorial Director of AR MAGAZINE and Architetti Roma edizioni,
Board member of Chamber of Architects Rome and Province 


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La sensazione che si stia rimettendo in moto una macchina incastrata e arrugginita da decenni.
Che non vuol dire "la certezza", ma almeno la possibilità.

La convinzione che solo una lettura radicale dell'esistente, del potenziale, del progettuale, possa fornire la spinta propulsiva necessaria.
Per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle.
Per riassaporare il gusto della sfida.


AR-Magazine #121, il secondo numero della nuova rivista dell'Ordine degli Architetti di Roma. 450 pagine... Si chiama "Magazine", ma si respira il risultato di un'impresa titanica. E non parlo solo della produzione editoriale.
Anche per questo va promossa, fatta circolare.
Occorre darle ossigeno.


Un secondo numero da collezionare, come il primo.
Marco Sambo, il suo team, Architetti Roma Edizioni, in questi mesi hanno dato vita ad una delle pubblicazioni più interessanti ed innovative in circolazione, in questo settore.


Per tutti questi motivi, sono sinceramente onorato e grato di essere stato selezionato tra i lavori presentati.


Fabio Barilari Architetti - Viale della XVII Olimpiade al Villaggio Olimpico a Roma
Un ringraziamento particolare a Marco Maria Sambo, ed alla "complessità necessaria", che applica alla lettura di ciò che sta accadendo.

Avanti così.
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A special thanks to Marco Maria Sambo, and to the "necessary complexity", which he applies in reading what's going on.

Way to go.
Fabio Barilari Architetti - Viale della XVII Olimpiade al Villaggio Olimpico a Roma
Fabio Barilari Architetti - Viale della XVII Olimpiade al Villaggio Olimpico a Roma
/////////DRAWING ARCHITECTURE _ Multiple Exposure 
"One Step Beyond" | Project for the requalification of Viale della XVII Olimpiade _ Olympic Village, Rome 

Fabio Barilari Architetti - Viale della XVII Olimpiade al Villaggio Olimpico a Roma