domenica 1 novembre 2026

Nelle Città del Mondo

Essaouira, Morocco - F. Barilari

In architettura, il disegno è uno strumento che ha diverse valenze: narrazione, studio, descrizione tecnica, ricerca. Di solito i problemi, le ambiguità nascono quando si sovrappongono questi registri. Nella sua dimensione narrativa, il disegno può sovrapporsi al testo scritto o sostituirlo.


Nel libro "Nelle Città del Mondo" Giancarlo De Carlo raccolse una serie di ritratti e riflessioni scritte su grandi metropoli reali, vissute, analizzando come pulsano le comunità umane all'interno dello spazio fisico - progettato o spontaneo - nel quale vivono.
Per De Carlo, lo studio della comunità urbana non era un'indagine sociologica fine a se stessa, ma la matrice stessa del progetto architettonico e urbanistico.

Il linguaggio adottato, che sia attraverso la parola scritta o il tratto grafico, non è mai uno strumento neutro: si modula e si plasma in base alle specificità del contesto che è chiamato a narrare e interpretare.

«Il titolo che ho proposto per la raccolta di questi miei scritti riprende dunque quello che era stato dato al libro di Vittorini [Le città del mondo]... Solo una preposizione è stata aggiunta per avvertire che il suo significato è tutt’altro, che la mia veduta è dall’interno. Resta però molto forte l’analogia, che è voluta e vorrei fosse presa come un omaggio a quegli amici che hanno scritto di città con emozione»_ G. De Carlo

-

In architecture, drawing is a tool that has multiple values: narration, study, technical description, and research. Usually, problems and ambiguities arise when these registers overlap.

In its narrative dimension, drawing can overlap with the written text or replace it. In the book *Nelle Città del Mondo*, Giancarlo De Carlo gathered a series of portraits and written reflections on great real, lived-in metropolises, analyzing how human communities pulse within the physical space — whether designed or spontaneous — in which they live.

For De Carlo, the study of the urban community was not a sociological investigation for its own sake, but the very matrix of architectural and urban design.

The language adopted, whether through the written word or the graphic stroke, is never a neutral tool: it modulates and shapes itself based on the specificities of the context it is called upon to narrate and interpret.

«The title I proposed for the collection of these writings of mine therefore echoes the one given to Vittorini’s book [*Le città del mondo*]... Only a preposition has been added to warn that its meaning is quite different, that my view is from the inside. However, the analogy remains very strong; it is intentional and I would like it to be taken as a tribute to those friends who have written about cities with emotion» _ G. De Carlo


domenica 28 giugno 2026

Teatro di Epidauro

 Teatro di Epidauro, 360 a.C. Circa 14.000 posti.

Due dei miei studenti stanno facendo dei leggeri vocalizzi al centro dell' 'orchestra' mentre gli altri sono seduti in diversi punti degli spalti, a provare di persona la qualitá acustica eccezionale di questo spazio.

L’auditorium è diviso in due sezioni: la più bassa da 34 file, la più alta da 21 file, per un totale di 55. 

La serie di file delle sedute (21, 34, 55) appartiene esattamente alla sequenza di Fibonacci, che peró pubblicó la sua ricerca circa 1600 anni dopo, in un  trattato del 1202.

La successione di Fibonacci (detta anche successione aurea) é una successione di numeri interi in cui ciascun numero è la somma dei due precedenti. Il rapporto tende al numero algebrico irrazionale φ chiamato 'sezione aurea' o numero di Fidia, o proporzione divina.

Nel IV sec a.C. non conoscevano quindi la sequenza Fibonacci, ma conoscevano bene e perseguivano la sezione aurea come rapporto sinonimo di proporzione e armonia estetica. 

Un rapporto matematico corrispondente a circa 1,618, che qui a Epidauro si traduce anche in perfezione acustica.